Friedrich Nietzsche Così parlò Zaratustra

“Così parlò Zarathustra” è una delle opere più importanti e influenti di Friedrich Nietzsche, pubblicata tra il 1883 e il 1885. È considerato un capolavoro della filosofia e della letteratura occidentale ed è stato un libro estremamente importante per molti pensatori e artisti del XX secolo.

Il libro è scritto in forma narrativa e segue le vicende di un personaggio chiamato Zarathustra, che prende il nome dall’antico profeta persiano Zarathustra (o Zoroastro). Zarathustra è un solitario filosofo errante che ritorna dalla sua solitudine nelle montagne per portare al mondo la sua saggezza e le sue visioni.

Il libro è diviso in quattro parti principali: 

Il prologo di “Così parlò Zarathustra” introduce il lettore al personaggio principale, Zarathustra, e al contesto del suo ritorno tra la gente. Questa sezione inizia con una descrizione dell’ambientazione: una montagna isolata dove Zarathustra ha vissuto per dieci anni in solitudine, contemplando le sue visioni e riflettendo sulla vita e sulla conoscenza.

Zarathustra decide di scendere dalla montagna per condividere le sue scoperte con l’umanità. Il suo ritorno è descritto come una sorta di nascita spirituale, una rinascita dalla sua solitudine. Tuttavia, Zarathustra sente che la gente non è ancora pronta ad accogliere le sue verità, e si sente come se dovesse ancora “portare la sua montagna” con sé, simboleggiando il peso delle sue conoscenze e delle sue visioni.

Nel prologo, Zarathustra incontra diversi personaggi lungo il suo cammino: un mistico, un giustiziere e un santo. Questi personaggi rappresentano diverse dimensioni dell’esperienza umana e delle concezioni religiose tradizionali. Zarathustra discute con loro e cerca di condividere le sue idee sulla vita, sulla morte e sulla volontà di potenza.

Uno degli elementi più significativi del prologo è il discorso di Zarathustra sul “Superuomo” o “Oltreuomo”, un concetto centrale della filosofia di Nietzsche. Zarathustra parla dell’uomo che è in grado di superare le limitazioni della morale tradizionale e di vivere secondo la propria volontà di potenza. Il Superuomo è colui che ha abbracciato la vita nella sua totalità, accettando la gioia e il dolore, la luce e l’ombra.

Il prologo di “Così parlò Zarathustra” è denso di simbolismo e significato, introducendo molti dei temi e dei concetti fondamentali che saranno esplorati nel resto del libro. Questa sezione stabilisce il tono e il contesto della narrazione, presentando il lettore all’eccezionale viaggio filosofico e spirituale di Zarathustra attraverso le pagine del libro.

“Delle tre trasformazioni”:

La sezione delle “Tre trasformazioni” in “Così parlò Zarathustra” è uno dei passaggi più significativi e simbolici del libro. In questa parte, Nietzsche presenta le “tre metamorfosi dello spirito”, che rappresentano le tappe dell’evoluzione interiore dell’individuo.

Il cammello: La prima trasformazione è quella del cammello. Zarathustra descrive l’uomo che porta il peso del dovere e della morale sulla schiena, come un cammello carico. Questo individuo accetta passivamente le norme e i valori imposti dalla società e dalla tradizione senza porre domande o cercare una via alternativa. Il cammello è simbolo di obbedienza e sottomissione, ma anche di pazienza e resistenza.

Il leone: La seconda trasformazione è quella del leone. Zarathustra invita l’uomo a diventare un leone e a lottare contro le convenzioni e le restrizioni imposte dalla società. Il leone rappresenta lo spirito ribelle che rifiuta le autorità esterne e cerca la propria libertà. È un momento di ribellione e di lotta contro le catene dell’obbedienza e della conformità.

Il bambino: La terza trasformazione è quella del bambino. Dopo aver combattuto come leone, l’uomo raggiunge uno stato di innocenza e leggerezza, simile a quella di un bambino. Il bambino è libero dalle convenzioni sociali e dalle preoccupazioni del mondo adulto. Vive nel presente, senza rimpianti per il passato o ansie per il futuro. È creativo, spontaneo e pieno di gioia di vivere.

Queste tre trasformazioni rappresentano il percorso dell’individuo verso una maggiore consapevolezza e realizzazione personale. Dal cammello, che accetta passivamente i valori e le norme imposti dall’esterno, all’eroico leone che lotta per la propria libertà, fino al bambino che vive appieno nel presente, senza preoccupazioni o paure. Queste trasformazioni simboleggiano la liberazione dell’individuo dalle costrizioni esterne e il suo ritorno a una forma di innocenza e autenticità.

Le “tre trasformazioni” di Nietzsche invitano i lettori a riflettere sul proprio percorso di crescita e di evoluzione interiore, e a considerare le sfide e le opportunità che accompagnano il cammino verso la realizzazione personale e spirituale.

“Della dottrina del grande ciclo”:

La sezione della “Dottrina del grande ciclo” in “Così parlò Zarathustra” è una delle parti centrali e più complesse del libro. In questa sezione, Nietzsche presenta il concetto fondamentale dell'”eterno ritorno” (o “eterno ritorno dell’identico”), che rappresenta una delle sue idee più audaci e provocatorie.

L'”eterno ritorno” è una concezione metafisica che suggerisce che ogni momento della vita, ogni evento e ogni situazione si ripeta infinite volte nello spazio e nel tempo. Secondo Nietzsche, l’eterno ritorno non è solo una teoria cosmologica, ma anche un’opportunità per valutare il significato e il valore della propria esistenza.

Zarathustra invita gli individui a immaginare di vivere la propria vita così come è, ma con la consapevolezza che si ripeterà infinite volte, in ogni suo dettaglio. Questo concetto può suscitare reazioni contrastanti: da un lato, può generare angoscia e disperazione nel pensare di dover rivivere i momenti più dolorosi e brutti della propria esistenza; dall’altro, può portare a un senso di gioia e accettazione totale della vita, sapendo che anche i momenti più belli e felici si ripeteranno senza fine.

Per Nietzsche, l’accettazione dell’eterno ritorno è una prova di forza di carattere e di saggezza. Chi è in grado di accettare la vita nella sua totalità, con tutte le sue gioie e le sue sofferenze, dimostra una profonda comprensione della natura umana e una capacità di vivere appieno nel presente, senza rimpianti o desideri di cambiare il passato.

La “Dottrina del grande ciclo” invita i lettori a riflettere sul significato della propria esistenza e sul modo in cui si rapportano al tempo e alla vita. È un invito a vivere ogni istante con consapevolezza e intensità, sapendo che ogni momento è un’opportunità unica e irripetibile. In tal senso, l’eterno ritorno diventa una guida per vivere una vita autentica e significativa, libera dalle catene del passato e aperta alle infinite possibilità del futuro.

“Delle visioni e degli enigmi”:

La sezione delle “Visioni e degli enigmi costituisce un insieme variegato di discorsi, dialoghi e allegorie in cui Nietzsche esplora una vasta gamma di temi filosofici, etici, religiosi e culturali. Questa sezione rappresenta un momento cruciale del libro, in cui vengono approfonditi e sviluppati molti dei concetti introdotti nelle parti precedenti.

Nella parte delle “Visioni e degli enigmi”, Zarathustra si rivolge a una serie di personaggi e affronta una varietà di argomenti, tra cui la morale, la religione, l’arte, la verità e la volontà di potenza. Nietzsche utilizza diversi stili narrativi e retorici per esplorare queste tematiche, compresi discorsi filosofici, parabole, allegorie e dialoghi tra i personaggi.

Alcuni dei concetti chiave esplorati in questa sezione includono:

 

    1. La trasvalutazione di tutti i valori: Zarathustra invita gli individui a riconsiderare e riformulare i loro valori e le loro credenze in base alla loro propria esperienza e alla loro volontà di potenza. Questo concetto rappresenta una critica radicale delle concezioni tradizionali di bene e male e una sfida a creare nuovi valori basati sulla creatività individuale.

    1. La morte di Dio e la nascita del Superuomo: Nietzsche continua a esplorare il concetto della “morte di Dio” e le sue implicazioni per l’umanità. Invita gli individui a superare le vecchie concezioni religiose e morali e a abbracciare la propria volontà di potenza, diventando così i creatori dei propri valori e significati.

    1. La natura dell’arte e della creatività: Zarathustra riflette sulla natura dell’arte e del genio creativo, suggerendo che l’arte può essere una via per esprimere la propria volontà di potenza e per creare nuovi valori e significati nella vita umana.

    1. Il Superuomo e la visione dell’oltreuomo: Nietzsche presenta il concetto del Superuomo come colui che ha superato le limitazioni della morale tradizionale e vive secondo la propria volontà di potenza. Il Superuomo è colui che vive al di là del bene e del male, creando la propria scala di valori e dando significato alla propria esistenza.

In “Così parlò Zarathustra” Nietzsche sviluppa il concetto del “superuomo” – “oltreuomo”, Zaratustra che non è il superuomo torna dalla montagna e da profeta incomincia a predicare, sceglie di accettare il mondo e per questo suo positivismo lascia la montagna per tornare al mercato, al contrario di Shopenauer che proprio a causa della sua negazione del mondo, del suo pessimismo decide di lasciare il mercato e andare alla montagna.

Nietzsche propone di passare oltre, oltre l’uomo che sempre piegandosi ai dogmi e agli altri è chino come il cammello.

Propone la morte di Dio e solo i super uomini possono accettare questo perché diventano loro stessi Dio.

Diventare “superuomo” è una chance riservata ad una elite, forse per questo era considerato un filosofo di destra ma la chance è offerta a tutti ma solo pochi sapranno capirla e viverla, l’élite appunto.

Manuel Guzzi

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