Introduzione
Le Israel Defense Forces (IDF) rappresentano oggi uno degli eserciti tecnologicamente più avanzati del mondo e costituiscono il principale strumento militare dello Stato di Israele. Per comprenderne il ruolo nei conflitti che hanno coinvolto Gaza, il Libano e i Territori Palestinesi non è però sufficiente analizzare le operazioni militari degli ultimi decenni. È necessario risalire alle origini del movimento sionista e alle organizzazioni paramilitari nate durante il Mandato britannico in Palestina.
Le IDF non nacquero infatti dal nulla nel 1948. Esse ereditarono uomini, strutture, esperienza militare e parte della cultura strategica sviluppata da organizzazioni clandestine che, tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, operarono con finalità e metodi differenti. Alcune di queste erano orientate prevalentemente alla difesa degli insediamenti ebraici; altre adottarono invece strategie offensive e ricorsero anche ad attentati e azioni armate contro le autorità britanniche e contro obiettivi arabi.
Comprendere questa evoluzione significa analizzare uno degli aspetti più complessi della storia del Medio Oriente contemporaneo.
Il sionismo e la nascita delle organizzazioni armate
Alla fine dell’Ottocento il movimento sionista aveva come obiettivo la creazione di un focolare nazionale ebraico. Con l’aumento dell’immigrazione ebraica in Palestina e il progressivo deterioramento dei rapporti con parte della popolazione araba, nacquero le prime organizzazioni incaricate della protezione degli insediamenti.
Negli anni successivi il movimento sionista non rimase politicamente unitario. Al suo interno emersero diverse correnti, alcune più moderate e altre più radicali.
Tra queste assunse particolare importanza il sionismo revisionista guidato da Ze’ev Jabotinsky.
Secondo Jabotinsky, la costruzione di uno Stato ebraico avrebbe richiesto anche la capacità di imporsi militarmente. Egli riteneva che la popolazione araba della Palestina non avrebbe mai accettato spontaneamente il progetto sionista e che fosse quindi necessario creare una forza armata capace di garantire la sicurezza e l’affermazione del futuro Stato.
Nel 1923 fondò il movimento giovanile Betar, destinato a formare migliaia di giovani secondo principi di disciplina, preparazione militare e forte identità nazionale. Il Betar divenne uno dei principali vivai del sionismo revisionista e avrebbe formato numerosi futuri dirigenti politici e militari israeliani.
Dalla Haganah all’Irgun
L’organizzazione militare più importante del periodo fu la Haganah, nata nel 1920 con il compito dichiarato di difendere gli insediamenti ebraici.
Nel 1931 una parte dei suoi membri si separò dando vita all’Irgun (Etzel).
L’Irgun criticava l’atteggiamento giudicato troppo prudente della Haganah e sosteneva una strategia offensiva sia contro gruppi armati arabi sia contro il Mandato britannico.
Durante gli anni Trenta e Quaranta l’organizzazione condusse numerose operazioni armate e attentati che il governo britannico definì atti terroristici, mentre i suoi sostenitori li considerarono azioni di guerriglia finalizzate all’indipendenza nazionale.
Tra i comandanti dell’Irgun vi fu anche Menachem Begin, destinato molti anni dopo a diventare Primo ministro dello Stato di Israele.
Il Lehi: la Banda Stern
Nel 1940 un’altra scissione diede origine al Lehi, conosciuto anche come Banda Stern, dal nome del suo fondatore Avraham Stern.
Il Lehi adottò una linea ancora più radicale rispetto all’Irgun.
Durante la Seconda guerra mondiale, mentre la Haganah collaborava in larga parte con il Regno Unito contro la Germania nazista, il Lehi continuò a considerare il governo britannico il principale ostacolo alla nascita dello Stato ebraico e proseguì la lotta armata contro il Mandato.
Le sue azioni suscitarono forti polemiche sia all’interno del movimento sionista sia nella comunità internazionale.
L’attentato al King David Hotel
Uno degli episodi più noti avvenne il 22 luglio 1946.
Militanti dell’Irgun collocarono esplosivi presso il King David Hotel di Gerusalemme, sede dell’amministrazione civile e militare britannica.
L’esplosione provocò la morte di 91 persone, tra funzionari britannici, militari, civili arabi ed ebrei.
L’Irgun sostenne di avere lanciato avvertimenti prima dell’attentato, circostanza che rimane oggetto di discussione tra gli storici. Il governo britannico condannò l’azione come un grave attentato terroristico.
L’episodio rappresentò uno dei momenti più drammatici dello scontro tra il movimento sionista armato e il Mandato britannico.
La nascita delle Israel Defense Forces
Il 14 maggio 1948 David Ben-Gurion proclamò la nascita dello Stato di Israele.
Pochi giorni dopo, il 26 maggio 1948, vennero ufficialmente costituite le Israel Defense Forces (IDF).
Il nuovo esercito incorporò la Haganah e assorbì progressivamente anche l’Irgun e il Lehi, ponendo tutte le forze armate sotto un comando statale unificato.
Da quel momento Israele trasformò le precedenti organizzazioni clandestine in un esercito regolare, destinato a diventare il principale strumento di difesa del nuovo Stato.
Dalle guerre di Israele ai conflitti contemporanei
Nel corso della sua storia le IDF hanno combattuto nella guerra del 1948, nella crisi di Suez del 1956, nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, nella Guerra del Kippur del 1973, nelle campagne militari in Libano e nelle numerose operazioni nei Territori Palestinesi e nella Striscia di Gaza.
Per lo Stato di Israele le IDF rappresentano uno strumento indispensabile per garantire la sicurezza nazionale in un contesto regionale caratterizzato da guerre, terrorismo e minacce esterne.
Numerose organizzazioni internazionali, esperti di diritto umanitario e organismi delle Nazioni Unite hanno però accusato le IDF, in diverse occasioni, di violazioni del diritto internazionale durante operazioni militari nei Territori Palestinesi e in Libano. Israele respinge molte di queste accuse, sostenendo che le proprie operazioni siano condotte nel quadro del diritto di autodifesa e che le difficoltà operative derivino anche dall’azione di gruppi armati che operano in aree densamente popolate.
Il dibattito sulle responsabilità delle operazioni militari rimane quindi uno dei temi più controversi della politica internazionale contemporanea.
Uno studio ancora aperto
Analizzare la storia delle IDF significa studiare non soltanto un esercito, ma anche l’evoluzione del progetto nazionale israeliano, delle sue differenti correnti ideologiche e del contesto geopolitico in cui esse si sono sviluppate.
Nei capitoli successivi verranno approfonditi il pensiero del sionismo revisionista, il sionismo religioso, il ruolo dei principali leader politici e religiosi e il dibattito sulle diverse concezioni territoriali emerse all’interno della società israeliana dalla nascita dello Stato fino ai giorni nostri.
Per capire il presente bisogna conoscere il passato.
La ricerca continua.
Augusto Favia



