Plutarco racconta nelle “Apophthegmata Laconica”, una raccolta di detti spartani da lui scritta, di quando Antalcida si fece iniziare ai misteri di Samotracia, un antico culto misterico greco. Durante l’iniziazione, il sacerdote chiese ad Antalcida quale fosse la cosa più terribile che avesse compiuto nella sua vita, come parte del rito di purificazione. La risposta di Antalcida fu astuta e ironica: «Se ho commesso qualcosa del genere, gli dèi certo lo sapranno», implicando che non era disposto a confessare, o che considerava gli dèi già al corrente delle sue eventuali colpe.
Questo episodio mette in luce l’abilità di Antalcida nel rispondere con saggezza e arguzia anche in situazioni delicate, riflettendo uno dei tratti distintivi degli Spartani: il riserbo e la padronanza della parola, anche nelle situazioni più difficili.




